19.OTT.2012   06.GEN.2013

JIMMIE DURHAM
GROUP SHOW - IN THE HOLOCENE

MIT - LIST VISUAL ARTS CENTER - MASSACHUSETTS - USA

Il 18 ottobre 2012 sarà inaugurata la mostra "In the Holocene" al MIT - List Visual Arts Center, che sarà visitabile dal 19 Ottobre 2012 al 6 Gennaio 2013.
"In the Holocene" vuole esplorare l’arte come una scienza speculativa, investigando i principi che più comunemente sono associati ai pensieri matematici e scientifici. Attraverso il lavoro di un gruppo di artisti intergenerazionale, la mostra proporrà che gli atti artistici, proprio come una forma di indagine investigativa e sperimentale, indirizzano o modificano ciò che è spiegato attraverso i tradizionali significati scientifici o matematici: entropia, materia, tempo (cosmico, geologico), energia, topologia, mimica, percezione, coscienza, eccetera. A volte impiegando metodologie scientifiche, altre volte investigando i fenomeni non strettamente legati alla scienza, l’arte può essere vista come una forma di indagine all’interno del mondo fisico e naturale. In questo senso, sia l’arte che la scienza condividono un interesse nella conoscenza e nel realismo, pur attraverso logiche diverse con differenti principi di ragionamento e di conclusioni.
Con il fine di espandere il potenziale su ciò che può essere contenuto all’interno del dominio della speculazione artistica e scientifica, In the Holocene cerca di spostare la concezione dell’estetica lontano dalla convenzionale idea di piacere e bellezza. L’ ”estetica” definita da Alexander Baumgarten, nel 1735, una “scienza della conoscenza sensibile”, cercò di porre il regno della percezione e della sensazione sotto i principi razionali. Così l’estetica cominciò ad essere connessa all’idea di gusto o di giudizio, piuttosto che conoscenza derivata da modalità estetiche. Situata tra l’empirismo e l’incanto è stata profondamente in contrasto col dominio della ragione o del pensiero, come la matematica o la logica.
Può l’arte, quindi, espandere il potenziale di indagine speculativa o scientifica?
La mostra prende il titolo dal racconto di Max Frisch, Man in the Holocene del 1980, nel quale il narratore seleziona e conserva parti di enciclopedie e di libri per preservare la conoscenza. Di particolare interesse per il narratore è l’informazione sull’Olocene, il nostro presente geologico, che include lo sviluppo della civilizzazione umana. L’Olocene, nel quale noi cerchiamo di capire la legge naturale e fisica che governa l’universo e l’origine della vita, ma anche di far fronte alla significativa portata del nostro impatto sugli ecosistemi della Terra.
Artisti presenti:
Berenice Abbott, Leonor Antunes, John Baldessari, Rosa Barba, Robert Barry, Uta Barth, Joseph Beuys, Alighiero Boetti, Carol Bove, Marcel Broodthaers, Matthew Buckingham, Roger Caillois, Hanne Darboven, Thea Djordjadze, Jimmie Durham, Terry Fox, Friedrich Fröbel, Aurélien Froment, Jack Goldstein, Laurent Grasso, João Maria Gusmão & Pedro Paiva, Florian Hecker, Alfred Jarry, Rashid Johnson, Joan Jonas, On Kawara, Kitty Kraus, Germaine Kruip, John Latham, Sol LeWitt, F.T. Marinetti, Daria Martin, John McCracken, Mario Merz, Helen Mirra, Trevor Paglen, Man Ray, Ben Rivers, Pamela Rosenkranz, Robert Smithson, Hiroshi Sugimoto, Superstudio, Georges Vantongerloo, Lawrence Weiner, and Iannis Xenakis.

A cura di João Ribas


MIT - LIST VISUAL ARTS CENTER
20 Ames Street Cambridge, MA 02142 United States
Telefono: (617)253-4680
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