06.FEB.2009   18.APR.2009

KATE GILMORE SOLO SHOW

Kate Gilmore utilizza gli strumenti della performance e del video per analizzare situazioni di difficoltà. L’artista crea ambienti in cui pone se stessa di fronte ad un obiettivo da raggiungere. Per loro natura strutturale, questi ambienti fungono anche da ostacolo alla realizzazione dell’obiettivo prefissato. L’artista si ritrova così, quasi ingenuamente, a dover combattere contro una realtà solo all’apparenza semplice e lineare. Per lo sviluppo dell’azione la Gilmore utilizza il proprio corpo come materiale di composizione artistica, esso è costretto in situazioni scomode, vagamente masochistiche. Situazioni assurde, ironicamente tragicomiche, in grado di suscitare nello spettatore contemporaneamente un’ironica ilarità e la sensazione amara dell’imprevedibilità della vita. La mostra personale alla galleria Franco Soffiantino presenta un nuovo progetto inedito ed altri video recenti. Untitled (2009 il lavoro sarà titolato solo a performance avvenuta). Un muro della galleria sarà scavalcato dall’artista con l’aiuto di una pila di balle di fieno. Servendosi di un’ascia creerà un varco attraverso il quale i visitatori potranno accedere all’altro lato della galleria. Progress (2008 – 4’ 30”). In questo video l’artista dispone su di una mensola una serie di calchi in gesso di secchi in sequenza. Questi sono colorati con gradazioni dal bianco, al rosa, fino al rosso, colore ripreso dalla tinta dei guanti indossati dalla protagonista. Wallflowers (2006-07- 16' 40"). La Gilmore sposta una catasta di mobili da un piano ad un altro attraverso un buco ricavato dal pavimento. Il pavimento si alza a 13 piedi da terra e i mobili sono lanciati verso il basso attraverso il buco per innalzare una pila che l’artista utilizzerà per scendere al piano inferiore. Higher Horse (2008 -6’ 13”). L’artista è in cima ad un cumulo di mattoni di gesso. Mentre due uomini con martello distruggono gradatamente la pila, ad ogni colpo lei deve ritrovare l’equilibrio. Il video finisce con la pila quasi completamente distrutta ed i martelli che ormai sono arrivati all’altezza delle gambe della stessa Gilmore. Down the House (2008 - 17’ 10”). Un cumulo di frammenti di mobili e mattoni sono ammassati e tenuti insieme da un improbabile nastro adesivo rosa shoking. L’insieme è ricoperto da un rosso strato di pittura fresca. L’artista è sulla sommità di tale ammasso e, armata di martello, provvede alla sua distruzione, cercando ad ogni colpo un nuovo equilibrio sia per non cadere che per preparare il nuovo colpo da infierire. Sul pavimento si spargono i frammenti distrutti che tinti di fresco imbrattano tutto. Before Going Under (2007 – 3' 5''). La Gilmore è tenuta al lazzo da una corda elastica che, ad ogni suo tentativo di allontanamento, la tira indietro. Sullo sfondo un brano di musica pop. Blue Ribbon (2008 - 22’ 44’’). L’ artista accatasta delle balle di fieno e le impila una sull’altra arrampicandosi su di esse in un precario equilibrio. Con un nastro per capelli blu le fissa dando all’insieme l’effetto di una improbabile decorazione.


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