19.SET.2006   04.NOV.2006

REBECCA BELMORE COSì IN CIELO, COSì IN TERRA

NANCY SPERO FIFTH HOUR OF THE FIFTH NIGHT

Nella nuova serie di lavori prodotta per la mostra, Rebecca Belmore, artista canadese della tribù Anishnabe, per la prima volta si ispira all’immaginario della Cristianità, da cui prende spunto per parlare della resistenza aborigena in Canada, dove le culture indigene sono da sempre contaminate dalla Chiesa Cattolica. Da parecchie generazioni, fino agli anni Settanta, la Chiesa, con il consenso del governo, ha prelevato a forza dalle loro famiglie bambini aborigeni e li ha internati in collegi, dove erano obbligati a parlare inglese e in cui spesso venivano sottoposti a terribili abusi fisici e sessuali. Generazioni di bambini aborigeni, quindi, hanno perso la loro lingua, il senso di famiglia e la propria identità. L’ala di un angelo, creata con foglie di mais (un prodotto basilare nell’alimentazione aborigena) accoglie i visitatori nello spazio, immaginato come una chiesa. All’interno, sul muro, una copia del Nuovo Testamento, tradotta nella lingua madre della Belmore, Ojibwe, che lei non parla più. Nella video proiezione, la stessa Belmore attua un rito di impossibilità a parlare, di resistenza e di compassione. La mostra comprende anche delle fotografie che rappresentano un Adamo ed Eva aborigeni, in piedi in un posto auto del centro città, fluttuanti nel cielo come angeli.


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