20.SET.2005   05.NOV.2005

AURELIO ANDRIGHETTO, DARIO BELLINI,
GIANLUCA CODEGHINI, ELIO GRAZIOLI WARBURGHIANA

LUCA VITONE L’ULTIMO VIAGGIO

AURELIO ANDRIGHETTO, DARIO BELLINI, GIANLUCA CODEGHINI, ELIO GRAZIOLI Warburghiana
La mostra conclude il ciclo di eventi che Aurelio Andrighetto, Dario Bellini, Gianluca Codeghini ed Elio Grazioli hanno ideato a compimento di un lungo lavoro ispirato dal metodo, dall’opera e dalla figura del grande studioso tedesco Aby Warburg. Gli eventi e la mostra stessa sono accompagnati dal volume Warburghiana edito dalla galleria Francosoffiantino Artecontemporanea. "Warburg o morte!" scherzavamo talvolta riferendoci a questa nostra impresa. Non è più possibile giocare a giustapporre santini o icone mescolando le carte all'infinito e aspettarsi che salti fuori il coniglio dal cilindro. Basta con la roulette russa alla tempia degli altri! Vediamo di cominciare a chiederci cosa diavolo stiamo facendo. Perché Warburg? Perché recenti letture lo facevano incastrare alla perfezione nei pensieri che giravano per le teste di ciascuno di noi per il proprio lavoro. Warburg è stato uno dei primi (e ancora troppo pochi) che ha visto che ciò stesso di cui si occupava lo costringeva a cercare una forma – che non bastava renderne atto con un discorso –, una forma insieme e subito moderna e vitale. Il ciclo Warburghiana è consistito nell’edizione di un libro dallo stesso titolo e da una serie di mostre ed eventi intorno a quello che gli autori hanno chiamato “Concerto sinottico”, performance a otto mani con musiche, immagini e parole, e non solo, che hanno avuto come sedi la galleria Neon di Bologna, il Mart di Rovereto, la Gamec di Bergamo, la Fondazione Mudima di Milano e l’Università La Sapienza di Roma. La presente mostra comprende opere nuove create per l’occasione:
- Aurelio Andrighetto attraversa diversi ambiti disciplinari sulle tracce di ciò che sta fra immagine e parola (e dello sguardo che articola il loro reciproco scambio) spesso rovinando i confini che separano un sapere dall’altro
- Dario Bellini lascia concorrere nel suo collage la storia nazionale dalla Breccia di Porta Pia all'interventismo futurista trattandoli attraverso una messa a fuoco stereoscopica in cui all'accennare della profondità compaiono implicazioni di natura politica ed esistenziale
- Gianluca Codeghini comprime entro una cieca materia abbaglianti visioni, produce videogiochi epistemici e compone brani musicali di complessa narratività umoristica
- Elio Grazioli, critico, condivide l’operazione mettendosi sullo stesso piano degli artisti, interagendo con loro in modi diversi e non esclusivamente teorici.
Il Concerto sinottico sarà presentato in questa occasione come proiezione video, opera composta dal montaggio dei materiali usati per gli incontri dal vivo e di brani delle registrazioni degli incontri effettuati. Concerto-conferenza-performance della durata di circa cinquanta minuti, in cui i tre artisti e il critico espongono, secondo una rigorosa scaletta con tempi rigidamente contingentati, temi che incrociano storia dell'arte, riflessioni sull'avanguardia, luoghi del proprio fare artistico e critico con accostamenti e stratificazioni di immagini fotografiche, video e inserti sonori.

PROGRAMMA DI SALA
01'24" GIANLUCA CODEGHINI - Oggetto sonoro N°1: PRIMO ESERCIZIO PER EVITARE LA GUERRA
08'40'' DARIO BELLINI - DATECI LA GUERRA: I FUTURISTI NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
00'12'' GIANLUCA CODEGHINI - ENTREE
05'25" ELIO GRAZIOLI - INFRASOTTILE DA SPOLVERARE
05'44'' AURELIOANDRIGHETTO - SU UN DITTICO DI BRANCUSI
00'41" GIANLUCA CODEGHINI - Oggetto sonoro N°2: TURNA
02'24'' DARIO BELLINI - BASTA CON BOETTI
05'05'' ELIO GRAZIOLI - WARBURG O MORTE!
03'50'' AURELIO ANDRIGHETTO - EZRA POUND PASSA LA MANO
02'35" GIANLUCA CODEGHINI - DIALOGUE WITHOUT LOOK
01'09'' AURELIO ANDRIGHETTO - AUDIZIONI VISIVE
08'13'' DARIO BELLINI - DEL COLLAGE
03'18'' GIANLUCA CODEGHINI - Oggetto sonoro N°3: LA PATOLOGIA DEL BENESSERE
03'40'' ELIO GRAZIOLI - DA UNA "SCENA EMERGENTE" A "CHI S'È VISTO S'È VISTO"
01'06'' AURELIO ANDRIGHETTO - L'ONDA MNEMICA
03'00'' DARIO BELLINI - BIBLIOGRAFIA RAGIONATA
01'47" GIANLUCA CODEGHINI - Oggetto sonoro N°4: NOIOSELLO

In occasione della mostra verrà infine prodotto un multiplo creato con i materiali dell’operazione: il libro, il dvd del Concerto sinottico, 3 fotografie a colori, assaggi di zucchero amaro di Dario Bellini.
Un sito internet all'indirizzo www.warburghiana.it raccoglie materiali relativi all'iniziativa, parti del libro, immagini, riflessioni ulteriori e link, aggiornato per un anno con vari comunicati e contributi multimediali.


LUCA VITONE L'Ultimo Viaggio
Ancora una volta Vitone compie un viaggio, questa volta nel tempo, attraverso il ricordo di una vacanza fatta da adolescente con la propria famiglia da Genova al Golfo Persico. L’artista ripercorre la memoria, ritrova lo stesso modello dell’auto che allora lo aveva accompagnato lungo tutto il percorso, riscopre le fotografie scattate durante l’itinerario e gli oggetti acquistati come souvenir. Il tutto fa riaffiorare alla mente il concetto antico di viaggio, dato dal conoscere e attraversare i territori con tempi lenti, con una “libertà” di viaggiare che oggi è quasi inattuale. Libertà agevolata sempre più dalla velocità dei mezzi di comunicazione e di trasporto, ma resa quasi impossibile dai conflitti fra le nazioni e dal relativo clima di ansia e di terrore generato da essi. Da qui il ricordo di un ultimo viaggio compiuto con questo ideale. La pratica artistica di Luca Vitone si concentra sull’idea di luogo e ci invita a ri-conoscere qualcosa che già conosciamo, sfidando le convenzioni della memoria labile e sbiadita, che caratterizza il tempo presente. Il suo lavoro esplora il modo in cui i luoghi si identificano attraverso la produzione culturale: l’arte, la musica, il cibo, l’architettura, le associazioni politiche e le minoranze etniche. Vitone risolve lo scarto tra il senso di perdita di luogo che accompagna il postmoderno e i modi in cui il sentimento di appartenenza nasce dall’intersezione di memoria personale e collettiva, e ricostruisce e inventa percorsi dimenticati che si ricompongono in una sua personale geografia.


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